A Strasburgo si terrà da lunedì 24 a giovedì 27 novembre la sessione plenaria del Parlamento europeo, al centro delle votazioni: il budget 2026 dell’UE, il programma europeo per l’industria della difesa (EDIP), le violazioni dello Stato di diritto in Ungheria, il regolamento sulla deforestazione.

L’agenda della plenaria non è particolarmente densa, ma l’esito delle votazioni che ci saranno determineranno molto dell’orientamento dell’UE nei prossimi mesi, soprattutto nella proiezione esterna dell’Unione relativamente alla politica estera e alle relazioni commerciali con Paesi terzi.

Il dibattito di lunedì 24 novembre si apre con un tema che, nel briefing online di questa mattina organizzato dalla rappresentanza del Parlamento europeo in Italia, ha diviso gli eurodeputati italiani, ossia se l’Ungheria possa essere “sanzionata” per le violazioni dello Stato di diritto e dei diritti civili. L’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Francesco Picaro (ECR), afferma chiaramente che nei confronti di Budapest serve “rispettare la sovranità nazionale”, accusando le istituzioni europee di “politicizzare” competenze che rimangono agli Stati membri. Una linea ribadita anche dal leghista Raffaele Stancanelli (PfE), che oltre a denunciare un eccesso di ingerenza dell’UE in vari dossier sottolinea che materie come i diritti LGBT devono restare “normate dalle nazioni secondo le proprie sensibilità”, criticando quindi qualsiasi iniziativa che possa essere percepita come un atto d’accusa verso il governo ungherese. Il report elaborato dalla commissione LIBE del Parlamento europeo sarà poi votato il martedì.

Le votazioni sono concentrate fra martedì e mercoledì.

Al centro della giornata di martedì 25 novembre ci sarà il voto finale sul primo programma europeo per l’industria della difesa (EDIP) che rientra nella strategia industriale europea per il settore della difesa. Il regolamento, già concordato in via provvisoria con il Consiglio, prevede che per essere finanziati, i prodotti della difesa non potranno superare il 35% di componenti provenienti da paesi terzi non associati. L’eurodeputata del Movimento 5 Stelle Carolina Morace (The Left) si è scagliata contro il piano di riarmo europeo, dichiarando il voto contrario del proprio partito. Critico anche Pierfrancesco Maran (PD/S&D), che si è invece detto favorevole ad un esercito comune europeo riconoscendo però i limiti dell’UE sulla materia, a causa della competenza esclusiva degli Stati membri nella difesa. Sulla stessa linea anche Ignazio Marino, vicepresidente del gruppo Verdi/ALE al Parlamento europeo, avvertendo che che l’UE “non può dimostrare la propria rilevanza acquistando armi”, distinguendo tra un esercito comune europeo e meri acquisti frammentati.

Sempre martedì la plenaria si esprimerà anche sugli aspetti istituzionali del report Draghi, già approvato in commissione AFCO con 19 voti favorevoli e 9 contrari.

Mercoledì 26 novembre il Parlamento europeo voterà il budget 2026 dell’UE, le normative a protezione dei minori online e il regolamento sulla deforestazione. Per quanto riguarda quest’ultimo, la posizione di Fratelli d’Italia – e forse di tutto il gruppo dei Riformisti e Conservatori (ECR) – sembra essere chiara: rinviare di 24 mesi l’approvazione del regolamento con l’intento di lavorare per uniformare i criteri e renderli più accessibili per le piccole e medie imprese.

La mattina di giovedì 27 novembre sarà dedicata alla restituzione dei risultati della COP30 che si è tenuta a Belem in Brasile. Verso mezzogiorno gli eurodeputati si dovranno esprimere, fra le varie cose, sull’attuazione dell’accordo commerciale e di cooperazione tra l’UE e il Regno Unito, incentrato sull’implementazione degli accordi esistenti e sull’ampliamento della cooperazione con il Paese ex-UE.

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